Conto Termico 2.0

CONTO TERMICO 2.0:

Il conto termico è un provvedimento statale, pensato per amministrazioni pubbliche e privati, al fine di agevolare interventi di piccola entità per la riqualificazione energetica. Il soggetto che si occupa della gestione di questi incentivi è il GSE (Gestore dei Servizi Energetici). I fondi che ogni anno il Governo stanzia per interventi di riqualificazione energetica sono pari a 900 milioni annui, di cui solo 200 sono dedicati alla Pubblica Amministrazione.

Come funziona il conto termico
Il conto termico è stato progettato proprio per favorire quei piccoli interventi che possono incentivare il miglioramento dell’efficienza energetica e la produzione di energia pulita da sorgenti rinnovabili. Il Decreto Ministeriale del 16 febbraio 2016 regola il funzionamento del conto termico, esplicitando caratteristiche e norme della nuova istituzione. Il conto termico può essere richiesto da soggetti privati e Amministrazioni Pubbliche, ex Istituti Autonomi Case Popolari e società a patrimonio pubblico, cooperative sociali o cooperative a partecipazione pubblica. Le modalità di accesso al conto termico possono essere:

– accesso diretto: entro 60 giorni dalla fine dei lavori. La normativa prevede un accesso semplificato a chi deve installare apparecchi per meno di 35 kW e sistemi solari per una superficie minore di 50 metri quadri. Esiste un catalogo aggiornato di tutto ciò che è ammesso per la procedura semplificata.
– tramite prenotazione: è possibile per le ESCO certificate secondo la norma UNI CEI 1152, che operano per conto delle Pubbliche Amministrazioni o per le PA stesse. Si può richiedere un acconto sul lavoro, presentando una serie di documenti.

Documenti da presentare per la prenotazione del conto termico
I documenti necessari per il conto termico sono: una diagnosi energetica e un atto amministrativo che afferma l’impegno alla realizzazione di uno degli interventi previsti dalla diagnosi energetica stessa, un contratto di impegno fra la Pubblica Amministrazione e la ESCO, un atto amministrativo che attesti l’assegnazione dei lavori e la data prevista di termine della ristrutturazione. Il GSE si prende l’incarico di valutare le domande pervenute, in modo da dare riscontro sul diritto ad avere gli incentivi per il conto termico. I tempi per ottenere i finanziamenti fino a 5000 euro si sono notevolmente snelliti: da sei mesi ai due mesi attuali.

Tempistiche per ricevere i finanziamenti
Al momento l’accesso ai finanziamenti è previsto solo per le nuove costruzioni: l’impianto deve essere comunque progettato sulla base delle esigenze dettate dal consumo e dalla tipologia di costruzione. Per le Pubbliche Amministrazioni, invece, gli interventi si concentrano sul rifacimento delle strutture esistenti, con l’inserimento di pannelli isolanti, nuovi materiali per coibentazione, sostituzione porte e finestre, tecnologie di domotica o sostituzione dell’illuminazione o sostituzione di riscaldamenti con pompe di calore o caldaie a condensazione. Ci sono poi degli incentivi previsti per le fonti di energia rinnovabile: ad esempio pompe di calore, caldaie o stufe a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore, sia per l’acqua sanitaria che per il riscaldamento domestico. Gli incentivi per questo tipo di energie sono specifici e ben documentati nella legge prevista.

Sostituzione di pompe di calore per riscaldamento
Le nuove pompe di calore, dovranno sostituire parzialmente o integralmente l’impianto già presente nell’immobile di qualsiasi categoria catastale (ad eccezione della F/3) e la potenza termica del generatore sostituito non dovrà essere superiore al 10% rispetto a quella del generatore sostituito. La  potenza complessiva dell’impianto non potrà in ogni caso superare i 2000 kW termici. Gli incentivi sono erogati in 1 anno per importi fino a 5000 euro, mentre il rimborso viene rateizzato per importi superiori in un periodo che va da due a dieci anni. Gli scaldacqua a pompa di calore rientrano nell’incentivo se presentano un COP minimo non inferiore a 2,6: il contributo in questo caso varia da 400 a 700 euro.

Incentivi per impianti a biomassa
Le aziende agricole, le serre ed i fabbricati rurali possono richiedere gli incentivi per l’installazione di un impianto con generatore di calore a biomassa. Le sostituzioni invece riguardano stufe a pellet, camini a biomassa o caldaie. Un proprietario agricolo che voglia richiedere la nuova installazione di un impianto rimborsabile tramite conto termico deve possedere la qualifica di IAP (imprenditore agricolo professionale). La caldaia a gasolio, per le serre utilizzate nella coltivazione dei prodotti agricoli, può essere mantenuta come backup nel caso di repentini cambi climatici, ma bisognerà attuare una procedura specifica che calcoli la quota da decurtare dall’incentivo del conto termico.
Anche in questo caso la soglia massima non deve superare i 2000 kW termici e vengono incentivate le installazioni che emettono meno polveri sottili nell’atmosfera.
Le biomasse ammesse prevedono dei requisiti specifici, come ad esempio:
– non devono essere bruciati rifiuti solidi urbani o industriali;
– il pellet deve essere certificato secondo la norma UNI EN ISO 17225-2;
– tutte le altre biomasse devono rispettare il D.Lgs 152/2006.
La biomassa può anche essere autoprodotta da titolari di impresa agricola certificati IAP, imprese boschive con patentino forestale, assegnatari di terreni agricoli e boschi usati per la produzione di biomasse.
Nella versione elaborata nel decreto del febbraio 2016 il conto termico è stato reso più abbordabile, inserendo un ulteriore contributo che va dal 20 al 50% per costruzioni particolarmente virtuose, che utilizzino generatori a basse emissioni.

Conclusioni
Ricordando l’assunto fondamentale che i contributi previsti non possono superare il 65% della spesa sostenuta e non sono cumulabili con le detrazioni fiscali al 50% e 65% per l’installazione di sistemi di coibentazione e risparmio energetico, il conto termico è sicuramente un’opportunità appetibile per chi voglia ottenere un buon ritorno economico dai propri investimenti. La burocrazia documentale per accedere al conto termico 2.0 e tutte le formalità e le eccezioni eventualmente applicate non sono semplici da interpretare. Disporre quindi di un’assistenza efficace allo scopo di interpretare correttamente la legge può essere un valido sostegno per tutti coloro che vogliono sfruttare le opportunità offerte dai Decreti Legislativi vigenti. Questo è l’obiettivo principale di Energy Saver Group S.r.L., che si pone come consulente a 360° per i clienti che vogliano richiedere gli incentivi statali offerti dal conto termico 2.0 per gli interventi sugli impianti di generazione di calore e acqua calda sanitaria. L’azienda dispone di tecnici che sono in grado di individuare eventuali sprechi, fughe inutili di calore e di valutare le migliori soluzioni tecnologiche per risparmiare energia. L’assistenza burocratica pre vendita aiuta i clienti a capire a quali agevolazioni si ha diritto e quali documenti presentare per ottenere il massimo dei contributi statali previsti dalle manovre finanziarie in atto.